Perché mangiare non dovrebbe essere pericoloso? Ne ha parlato il Dott. Marco Delledonne.

Conviviale 06 maggio 2024 Marco Delledonne

Marco Delledonne ed il Presidente Luigi Swich.
lunedì 6 maggio u.s., ha avuto luogo la ventesima conviviale dedicata all’attuale e coinvolgente relazione tenuta dal nostro socio Cav. Prof. Dott. Marco Delledonne, dal titolo “Perché mangiare non dovrebbe essere pericoloso?”
Il Dott. Delledonne ha introdotto la sua esposizione premettendo che la vita delle persone è costellata di pericoli e rischi inerenti alle varie attività umane.
Ciò viene accettato dagli esseri umani come inevitabile. Chi si scandalizza che andando in bicicletta si possa cadere e farsi male o viaggiando in autovettura si possa avere un incidente più o meno grave? Le Persone non rinunciano a queste attività “pericolose”.
 Quando invece si entra nella sfera della alimentazione, del cibo e delle bevande l’atteggiamento generale è frequentemente quello di pretendere un cibo “immacolato” e di non accettare che gli alimenti o le bevande possano rappresentare anch’essi un pericolo e generare di conseguenza un rischio di malattia, di intossicazione o di avvelenamento anche grave.
La prima cosa da tenere ben presente è la differenza tra pericolo e rischio.
- Pericolo è qualsiasi agente di origine biologica, chimica o fisica in grado di provocare un danno alla salute umana.
- Rischio è la probabilità che a seguito della presenza di un pericolo si generi nell’essere umano una malattia.
Per un approccio sereno alle problematiche di sicurezza alimentare è quindi fondamentale conoscere i pericoli e adottare dei comportamenti (quasi sempre possibili) che neutralizzino il rischio di malattia.
Tutti i pericoli microbiologici di origine infettiva sono facilmente eludibili, per esempio, con la cottura degli alimenti o con la semplice pastorizzazione degli stessi. E allora perché mangiare alimenti a rischio, crudi o poco cotti?
Il pericolo chimico è invece generalmente persistente e poco o nulla sensibile alla temperatura, ma spesso è evitabile con semplici valutazioni “ambientali”.
Anche la scelta banale di una tipologia di uovo (biologico, all’aperto, a terra o in gabbia) in funzione del suo utilizzo (cotto, crudo?) neutralizza un possibile pericolo legato alla tipologia di allevamento.
 È stato affrontato l’argomento “conservazione” degli alimenti tramite frigorifero e congelatore con le varie casistiche al fine di ridurre la probabilità di inquinamento microbiologico.
 Anche l’argomento sui contenitori di alimenti e su alcune incompatibilità è stato affrontato: per esempio la pellicola di alluminio non è idonea per alimenti acidi e quella di plastica non è idonea per gli alimenti con grasso o olio.
Per concludere il relatore ha posto l’accento sulla necessità che il consumatore venga istruito ed educato sin da piccolo, anche a scuola, sulla materia “sicurezza alimentare” e che venga data piena applicazione alla legge europea sulla etichettatura degli alimenti, comprese le informazioni riguardo ai rischi particolari di alcuni alimenti per persone particolarmente esposte (bambini, anziani, immunodepressi, donne in gravidanza, ecc).

 

Conviviale 6 maggio 2024

Luigi Swich
Marco Delledonne